Cheratocono - Andrea Panelli Oculista
Il cheratocono è un’alterazione della curvatura della cornea È una malattia rara che si manifesta di solito durante l’adolescenza si presenta con sintomi simili a quelli di una semplice miopia: immagini sfuocate e distorte, accompagnate da un’aumento della sensibilità verso riflessi e luci. Come si cura?
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Cheratocono

Il cheratocono è un’alterazione della curvatura della cornea: la cornea perde la sua forma sferica e dalla normale forma a cupola assume una forma a cono.
È una malattia rara che si manifesta di solito durante l’adolescenza, tra i 12 e i 18 anni, e progredisce fino ai 30-40 anni, età in cui tende a stabilizzarsi, portando ad un astigmatismo irregolare, spesso associato a miopia.
Infatti, il cheratocono si presenta con sintomi simili a quelli di una semplice miopia: immagini sfuocate e distorte, accompagnate da un’aumento della sensibilità verso riflessi e luci. Questo fatto compromette la nitidezza della visione, anche quando sono utilizzati gli occhiali.

Gli stadi di evoluzione del cheratocono sono quattro:

1. Cheratocono frusto (primo stadio)
È la forma lieve, in cui si ha una leggera iniziale alterazione della curvatura della cornea. In questo caso possono bastare gli occhiali correttivi o le lenti a contatto morbide.

2. Cheratocono correggibile con occhiali (secondo stadio)

3. Cheratocono correggibile con lenti a contatto (terzo stadio)

Nel secondo e nel terzo stadio la cornea si assottiglia e assume una forma irregolare, perciò gli occhiali e le normali lenti a contatto non correggono più la vista in modo adeguato. Nella maggior parte dei casi, per la correzione del cheratocono moderato e avanzato si ricorre all’utilizzo di lenti a contatto gas-permeabili.

4. Cheratocono da trattare chirurgicamente (quarto stadio)
È la forma più grave, in cui l’alterazione e l’assottigliamento della cornea sono molto accentuate. In questi casi si può pensare ad un intervento chirurgico.

Il cheratocono si può curare: la diagnosi precoce è fondamentale perché previene l’avanzamento della malattia.
Consiglio frequenti visite oculisitche durante l’età di sviluppo, quando si ha un parente affetto o nei casi di visione sfuocata, scarsamente correggibile con gli occhiali.
Per la diagnosi di cheratocono utilizzo il cheratometro, uno strumento in grado di misurare la curvatura della cornea, ed effettuo diversi test che mi permettono di individuare la malattia:
topografia corneale: esame che serve per determinare la curvatura della superficie corneale ed è molto utile per individuare il cheratocono anche nelle forme iniziali e senza sintomi;
pachimetria corneale: permette di misurare lo spessore della cornea e di individuarne il punto più sottile.

Le cause del cheratocono non sono ancora chiare. La terapia del cheratocono dipende dallo stadio della malattia. Quando la correzione con occhiali o lenti a contatti personalizzate non è più possibile, il trattamento più efficace per il cheratocono dal primo stadio (cheratocono frusto) al terzo stadio è la tecnica non invasiva chiamata cross-linking (CXL).

Il cross-linking è una soluzione innovativa, rapida e indolore che fortifica le fibre di collagene che compongono la cornea, rallentando così l’evoluzione della malattia.

Il quarto stadio può richiedere una soluzione chirurgica: in questi casi effettuo un trapianto di cornea (cheratoplastica). Esistono due tipi di cheratoplastica: la cheratopalstica lamellare, in cui si va a sostituire solo la parte di cornea danneggiata, e la cheratoplastica perforante, tecnica con la quale una cornea sana, proveniente da un donatore, viene messa al posto della cornea malata.